Il concetto di destino probabilmente affascina la maggior parte di noi fin dalla gioventù, ma prima di cominciare è doveroso fare una premessa, cosa intendiamo quando parliamo di destino? Partendo dalla definizione possiamo ragionevolmente citare “La predeterminazione fatale dell’accadere; il succedersi degli eventi ritenuto come preordinato e necessario, al disopra dell’umana capacità di volere e di potere (Treccani)“.
Personalmente, alle prime occasioni di confronto e riflessione, ho sempre trovato parecchio fastidioso questo aspetto inattaccabile del destino, perché a leggerlo così sembra proprio che si senta libero di fare un pò quel che gli pare, alla faccia nostra. Tantomeno hanno mai aiutato i comuni modi di dire con cui amiamo tirarlo in ballo, solitamente volti a giustificare una situazione andata storta o senza un’apparente spiegazione logica immediata.
Era destino…
In risposta a questo approccio estremamente fatalista al destino, ho sempre trovato più attraente e stimolante il libero arbitrio, perfetto antidoto per contrastare questa forza esterna incontrollabile, ribaltando così radicalmente il paradigma. Vogliamo parlare di quale forza possa trasmettere – Ognuno è artefice del proprio destino! – rispetto al sommesso e sconfitto – Era destino… – il paragone è onestamente impietoso.
Terminata questa leziosa premessa, possiamo serenamente dirigerci al vero punto di questa riflessione. Dopo anni passati a denigrare il povero e sfigato destino a favore del possente libero arbitrio sono serenamente giunto alla conclusione che il destino fa esattamente il cazzo che gli pare e, in aggiunta, se ne sbatte bellamente del tuo o del mio libero arbitrio, probabilmente anche con un sorrisetto noncurante sulle labbra.
Per razionalizzare lo sfogo di cui sopra, una lezione all’apparenza banale che è bene tenere sempre a mente quando si tratta di prendere una decisione. I due concetti non si escludono, bensì coesistono e si completano. Quando ci si trova di fronte a un bivio e alla scelta che inevitabilmente ne consegue, propendere esclusivamente per il destino piuttosto che per il libero arbitrio ci renderà parzialmente impreparati rispetto a quelle che saranno le conseguenze della strada intrapresa.
La scelta è una condizione umana che può risultare destabilizzante, portando per sua natura con sé una buona dose di incertezza e di rischio. Una scelta alimenta un dubbio dovuto alla contemporaneità nella valutazione delle migliori alternative possibili e alle diverse conseguenze che da esse deriveranno. In questo, libero arbitrio e destino ci vengono concettualmente in aiuto, preparandoci a operare la nostra scelta.
Se da un lato il libero arbitrio sarà probabilmente il miglior punto di partenza per valutare le conseguenze e le implicazioni dirette che le nostre azioni ci porteranno ad affrontare, è buona cosa tenere in considerazione che ci sarà sempre una discreta dose di caos dovuta al caso e a quegli eventi esterni che semplicemente sfuggono dalla nostra capacità di controllo e previsione – caro vecchio destino, ancora tu – bilanciando così l’equazione.
In conclusione, a cose fatte e finite, potremo sempre guardare indietro lungo la strada percorsa e tirare le nostre somme.
Era destino…
Foto in copertina di Arek Socha da Pixabay
