vuoto in esperienza

Capita spesso di soffermarsi e riflettere. Cosa rappresenta l’esperienza?

Rispondendo di pancia, la figura che tendo a immaginarmi con più semplicità è lo scorrere del tempo e il passare dei giorni, in un certo senso è la nostra linea vitale.

Allo stesso tempo, questo mi sembra un modo troppo “piatto” e limitato per cercare di comprendere quel che rappresenta l’essenza del percorso temporale di ogni individuo.

Inoltre, immaginarsi l’esperienza come semplice susseguirsi di eventi estremamente lineare, rischia di snaturare quella che è la sua vera e più profonda essenza, ovvero il continuo alternarsi di infinite differenze e cambiamenti.

L’esperienza è per sua stessa natura estremamente eterogenea. In caso contrario, sarebbe quanto meno ambizioso definirla tale.

Se proviamo a soffermarci e riflettere, cosa rappresenta quindi per noi l’esperienza?

Un insieme strutturato di competenze acquisite nel tempo? 

Uno specifico ricordo di un particolare evento?

L’esecuzione di attività ricorrenti che portano al conseguimento di un determinato obiettivo?

Un percorso, fisico o emotivo, che abbiamo seguito per raggiungere una meta?

Una catena di eventi alla quale abbiamo assistito come spettatori?

Persone che abbiamo conosciuto e con le quali abbiamo condiviso momenti ed emozioni?

“Conoscenza diretta, personalmente acquisita con l’osservazione, l’uso o la pratica, di una determinata sfera della realtà”

Quel che più apprezzo di questa definizione, seppur fortemente didattica , è la chiusura, dove si chiarisce come in sostanza valga tutto: una ‘determinata sfera della realtà’. L’esperienza non è altro che un personalissimo e unico modo di comprendere, vivere e raccontare la vita di ognuno di noi.

Sempre concentrandoci su questa via di interpretazione riusciamo a riconoscere l’enorme valore delle nostre azioni quotidiane, solitarie e sociali. Ogni nostro gesto e scelta può costituire un piccolo tassello dell’esperienza nostra e altrui, di qualcuno con cui decidiamo di condividerla.

È altresì importante ricordarsi di quanto sia fondamentale e di valore poter compiere esperienza, quale che essa sia, evitando di appiattire fino all’estremo la nostra linea temporale e di conseguenza rinunciare a tutto il potenziale dell’esperienza.

Quest’ultimo concetto assume particolare rilevanza specialmente durante quei periodi della vita durante i quali l’esperienza può apparire come sospesa, interrotta e sostituita da un solitario senso di vuoto.

Questo vuoto non è altro che la rappresentazione delle nuove necessità, la manifestazione di desideri e bisogni che non trovano risposta e soddisfazione nello status quo.

Il vuoto può costituire il più grande stimolo per comprendere la necessità di riempire il proprio percorso di nuove o maggiori esperienze, così da formare, coltivare e arricchire la nostra personalità.

Foto in copertina di daviniakay da Pixabay

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