Io odio la guerra

Perché?

Probabilmente la domanda che sempre più spesso sorge in noi negli ultimi giorni. Perché la guerra?

Innanzitutto, che ci piaccia o no, la guerra ha una fortissima relazione storica con l’umanità.

La guerra è una dinamica che ha sempre giocato un ruolo da protagonista nelle relazioni internazionali. La guerra è una disciplina oggetto di studi e, in quanto tale, viene analizzata, osservata e trasmessa alle generazioni future. La guerra è uno strumento di prevaricazione violenta, che causa danni fisici, economici e ambientali, solitamente applicato per vincere una contesa o una disputa tra diverse Nazioni, società o gruppi di individui.

Sarebbe inoltre ingenuo pensare che di guerre al mondo non se ne combattano più. Qui sotto trovate la mappa realizzata da Statista, che mostra quali conflitti sono attivi, a livello globale, nel 2022.

Infographic: The World at War in 2022 | Statista

Nel 2022 la guerra è purtroppo ancora un tema ampiamente attuale nel mondo, specialmente in determinate aree geografiche.

Eppure, nonostante l’evidenza possa suggerire una sorta di “abitudine” della coscienza popolare e sociale relativamente al tema della guerra, l’invasione russa dell’Ucraina ha scatenato fortissime reazioni, specialmente tra le gente comune come noi. Sgomento, sdegno, preoccupazione, rifiuto e condanna della guerra per citarne solo alcuni.

Restiamo inorriditi di fronte al fiume di notizie e immagini che ci arrivano quotidianamente dall’Ucraina. Non saprei nemmeno da dove cominciare per descrivere le emozioni che si scatenano nel vedere cosa significa la guerra, nel 2022, sulla vita di gente comune, persone che semplicemente si sono trovate nel bel mezzo dell’ennesimo conflitto scatenato per l’ennesimo motivo insensato.

Perché di questo si tratta, un motivo insensato. Non esiste motivazione strategica, volontà politica, esigenza nazionale o scelta geopolitica di alcuna sorta che possa nemmeno lontanamente giustificare un’azione militare verso la popolazione civile.

Questa scelta (e non dimentichiamoci mai che di questo si tratta, una decisione presa da uno o più esseri umani come noi, verso altri esseri umani, anch’essi come noi) che ha come conseguenza diretta la morte di innocenti, la fine della vita di persone comuni, la distruzione di intere famiglie, la fine di amori identici a quelli che siamo abituati a vivere noi stessi, la cancellazione dei sogni di migliaia di giovani, la sofferenza di genitori, parenti e amici per la perdita di persone importanti per loro.

Questa è la guerra. Sofferenza, dolore e morte. Qualsiasi definizione potrete leggere, qualsiasi spiegazione potrete ricevere sul perché sia mai stata combattuta una guerra, ricordatevi sempre cosa significa.

Abbiamo la fortuna di essere nati in una parte del mondo che per principio e valore ha liberamente scelto di ripudiare la guerra. Siamo cresciuti con il privilegio di non vedere guerre combattute tra le nostre case e le nostre strade, di non vedere guerre combattute dai nostri amici e dai nostri affetti. Ora più che mai, questa deve essere la nostra forza.

Perché se di una cosa possiamo andare fieri è di essere europei e di aver mostrato al mondo un modello secondo il quale diverse nazioni e popoli hanno imparato a convivere in pace, ripudiando la guerra come mezzo di risoluzione. Certamente, l’Europa è ben lontana dall’essere perfetta sotto molti punti di vista ma, dopo tanti anni di storia, ha dimostrato di essere un modello capace di stimolare e far evolvere la libertà, la fratellanza e la cooperazione tra i popoli, rinunciando in misura sempre maggiore alla violenza e dell’uso della forza.

La potenza del dialogo, del confronto e del rispetto devono essere il nostro esempio e la nostra risposta a ogni forma di conflitto, per dimostrare che esiste un’alternativa libera e pacifica alla guerra. E a chi proverà a convincervi che a una guerra si può rispondere soltanto con la forza, domandate: hai mai provato a placare un litigio rispondendo solo con rabbia e aggressività?

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